La stipsi cronica, nota anche come costipazione o stitichezza, è una condizione caratterizzata da evacuazioni poco frequenti, e/o feci dure o difficili da espellere e/o sensazione di svuotamento incompleto.
Non si tratta solo di un disturbo fastidioso: quando la stipsi diventa persistente, può influenzare in modo significativo la qualità della vita, generando gonfiore, discomfort e disagio psicologico.

Co’è la stipsi cronica e quanto è diffusa
La stipsi cronica si manifesta quando la frequenza delle evacuazioni è inferiore a tre volte a settimana o quando la defecazione richiede uno sforzo eccessivo.
Nonostante sia spesso considerata un problema “minore”, la costipazione cronica è una delle disfunzioni intestinali più comuni.

Secondo una revisione pubblicata su PubMed, interessa fino al 27% della popolazione mondiale, con un picco nelle donne e negli anziani. In Italia, si stima che circa 1 persona su 4 soffra di stipsi cronica in modo regolare (Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11508448/ )
Quali sono le cause e i meccanismi della costipazione cronica
Le cause della stipsi cronica possono essere molteplici. In generale, si distinguono tre grandi categorie, ma spesso i fattori si sovrappongono.
- Stipsi da rallentato transito intestinale: Quando l’intestino (soprattutto il colon) impiega troppo tempo per far progredire le feci, si parla appunto di “ rallentato transito”. Questo può dipendere da una ridotta attività motoria del colon, da disbiosi, da disfunzioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla) o da disturbi endocrini come l’ipotiroidismo.
- Disfunzione del pavimento pelvico: In questi casi, il problema non è nel colon ma nei muscoli che regolano l’espulsione delle feci. Una contrazione incoordinata del pavimento pelvico o dello sfintere anale può ostacolare la defecazione. È una forma frequente di stipsi nelle donne e spesso richiede la collaborazione tra proctologo e fisioterapista specializzato nella riabilitazione del pavimento pelvico.
- Cause secondarie: Alcuni farmaci (antidepressivi, oppioidi, antipsicotici), malattie metaboliche o neurologiche e persino interventi chirurgici pregressi possono contribuire a peggiorare la costipazione cronica.
| Categoria | Esempi di cause principali | Fattori di rischio associati |
|---|---|---|
| Meccaniche | Prolasso rettale, rettocele | Senso di incompleto svuotamento, sforzo defecatorio, necessità di digitazioni manuali |
| Neurologiche | Danni al nervo pudendo, patologie spinali | Mancata percezione dello stimolo, perdita di tono |
| Funzionali | Dissinergia addomino-pelvica, ipertono del pavimento pelvico | Senso di incompleto svuotamento, sforzo defecatorio |
| Farmacologiche | Oppioidi, antidepressivi, integratori di ferro | Feci dure, ridotta motilità intestinale |
Come si fa la diagnosi per stipsi cronica
Per risolvere o migliorare la stipsi è fondamentale identificarne la causa. Il medico può valutare la storia clinica, le abitudini alimentari e prescrivere esami mirati come:
- Colonscopia o Ecografia addominale nei casi in cui si sospettano patologie organiche.
- Ecografia endoanale, defecografia o defecoRm dinamica per valutare la funzionalità del pavimento pelvico.
- Manometria anorettale, utile per verificare il tono e la coordinazione muscolare degli sfinteri anali
Una corretta diagnosi consente di stabilire se la costipazione è di natura funzionale, meccanica o neurologica, e di pianificare la terapia più adatta.
Complicazioni della stipsi cronica
Trascurare la stipsi cronica può portare a complicanze anche serie. Nel tempo, l’eccessivo sforzo durante la defecazione può causare:
- Emorroidi o ragadi anali, dovuti allo sforzo defecatorio
- Prolasso rettale, cioè la discesa di parte del retto verso l’esterno o Rettocele.
- Feci dure e fecalomi, che possono richiedere l’intervento del proctologo.
- Disfunzioni del pavimento pelvico
Per questo è importante non trascurare i sintomi e rivolgersi tempestivamente a uno specialista proctologo.
Rimedi e trattamenti per la stipsi cronica
Il trattamento varia in base alla causa, ma in generale combina più approcci:
- Modifiche dello stile di vita:Una vita sedentaria e la scarsa idratazione sono tra le cause più comuni di stipsi. Muoversi regolarmente, bere almeno 1,5–2 litri d’acqua al giorno e non ignorare lo stimolo a evacuare sono le prime regole di prevenzione.
- Alimentazione corretta: L’apporto di fibre è essenziale: frutta, verdura, cereali integrali e legumi aiutano a migliorare la motilità intestinale. Chi soffre di gonfiore può preferire fibre solubili (psillio, avena, semi di lino) e introdurle gradualmente. Per un approfondimento completo sull’alimentazione e gli alimenti consigliati contro la stitichezza, consulta l’articolo dedicato sul blog:
- Integratori e probiotici: Probiotici e fibre supplementari possono favorire la regolarità intestinale. Il macrogol, ad esempio, è un lassativo osmotico spesso utilizzato nei casi cronici.
- Riabilitazione del pavimento pelvico: Quando la stipsi dipende da una disfunzione muscolare, la fisioterapia del pavimento pelvico e il biofeedback rappresentano la terapia di prima scelta. Questi trattamenti migliorano la coordinazione muscolare e riducono il bisogno di farmaci a lungo termine.
- Interventi proctologici nei casi complessi: Quando le terapie conservative non bastano, il proctologo può proporre approcci mini-invasivi o chirurgici, tra cui:
- Rettopessi laparoscopica, per correggere il prolasso rettale.
- STARR (Stapled Trans-Anal Rectal Resection) o Prolassectomia meccanica, indicato nei casi di rettocele o prolasso rettale
- Laserterapia o chirurgia mini-invasiva, in presenza di ragadi o emorroidi associate.
L’obiettivo è ripristinare una corretta evacuazione riducendo i sintomi e le recidive
Prevenzione della stitichezza cronica

Prima di arrivare ai trattamenti, prevenire è sempre la scelta migliore. Una routine sana inizia da piccoli accorgimenti quotidiani:
- Seguire una dieta equilibrata e varia.
- Evitare l’abuso di lassativi.
- Favorire attività fisica regolare (circa 2 ore a settimana).
- Creare abitudini regolari di evacuazione (non rimandare lo stimolo)
- Rivolgersi a uno specialista se i sintomi persistono oltre le 3 settimane.
F.A.Q. Domande Frequenti sulla stitichezza cronica
Quando bisogna preoccuparsi?
Sangue nelle feci, calo ponderale (perdita di peso) o dolore addominale intenso sono segnali d’allarme: occorre rivolgersi subito al proctologo.
Quali sono i farmaci che possono causare costipazione?
Tra i più comuni: antidepressivi, oppioidi, anticolinergici e integratori di ferro.
I probiotici aiutano davvero?
Sì, in alcuni studi i probiotici hanno migliorato la frequenza intestinale e la consistenza delle feci in persone con stitichezza funzionale, ma l’efficacia dipende molto dal ceppo batterico coinvolto ( se coinvolto) e dalle caratteristiche del paziente.
Il proctologo come può aiutami?
Attraverso una valutazione approfondita può individuare la causa e proporre trattamenti personalizzati, dai farmaci, alla riabilitazione fino all’intervento chirurgico.
La stipsi può essere un sintomo di altre malattie?
Sì, in alcuni casi può essere correlata a patologie neoplastiche (tumori), endocrine, neurologiche o a disfunzioni del pavimento pelvico.
